Portopalo

PORTOPALO

Allo stesso parallelo di Tunisi, sorge un delizioso borgo, Portopalo di Capo Passero, il comune più a sud d’Italia, isole a parte.
Porto Palo di Capo Passero è sotto la provincia siracusana, uno spartiacque tra due mari, lo Ionio e il Mediterraneo.
Via Vittorio Emanuele, la via principale, taglia in due il paese e tocca ad est il mar Jonio e ad ovest il Mediterraneo: qui il mare è il padrone assoluto.
La sua costa è caratterizzata da piccole calette rocciose, dove il mare azzurro e cristallino va a insinuarsi e un lungo litorale sabbioso. Una volta arrivati dunque, secondo i vostri gusti, potrete dirigervi verso la zona che più preferite.
Quello che per L’isola di Capo Passero, collegata alla terraferma da una striscia di sabbia percorribile quando c’è bassa marea, è anche raggiungibile in canoa, pedalò o con una piccola imbarcazione di pescatori che effettua il trasporto da e verso l’isola durante tutto il giorno ad orari prestabiliti.
Ogni anno 7 agosto, in onore del patrono del paese “San Gaetano”, si svolge l’affascinante Palio del Mare, una antica tradizione storica dell’estate Portopalese.
Conosciuto anche come “cursa re varchi” (“corsa delle barche”), è una competizione tra barche a remi con equipaggi composti da 4 persone, nello stupendo scenario naturale di scalo Mandrie…UN APPUNTAMENTO DA NON PERDERE!

Storia di Portopalo di Capo Passero

Il territorio dove sorge l’attuale centro di Portopalo, è stato un centro abitato fin dall’antichità.
Inizialmente denominata Capo Pachino, e poi Terra Nobile, l’attuale Porto Palo fu fondata nel 1778 da don Gaetano Deodato Moncada, che a sue spese, fece edificare un centinaio di case intorno alla già esistente tonnara. Questo primo nucleo urbano contava circa 300 persone, tra contadini, pescatori e pastori.
Dopo l’abolizione della feudalità, fino al 1812, Portopalo fu villaggio suburbio di Noto, e successivamente passo sotto il decurionato di Pachino.
Come risulta da un censimento, nel 1936 Portopalo contava 1710 abitanti, organizzati in piccole abitazioni lungo l’attuale via Vittorio Emanuele.
Si presentava come un borgo di campagna, organizzato piccole abitazioni bianche, ognuna delle quali presentava “u bagghiu”, un piccolo spazio adibito a stalla.
In questo periodo non era presenta ancora la rete idrica: l’unico punto di approvvigionamento era il pozzo comunale presso il castello Belmonte, ora castello Tafuri.
Il suo nome divenne Portopalo di Capopassero nel 1975, quando la borgata fu costituita comune autonomo per opera del Dott. Salvatore Gozzo, medico e politico.
Non potete perdervi sono i due isolotti che sorgono di fronte al borgo e che fanno parte del comune: l’isola di Capo Passero e l’Isola delle Correnti.

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